Benvenuti nella guerra parallela delle spie


Introduzione. Spionaggio e controspionaggio: una costante della storia militare

Scritto il 25 Novembre 2009

 

Lo spionaggio è da sempre soggetto prediletto di romanzieri e registi cinematografici. Tuttavia la storia sembra ignorare la sua esistenza. Eppure esso è un elemento ricorrente nelle cronache di ogni epoca. Nei manuali di storia delle relazioni internazionali, durante la trattazione degli eventi 1939-1945 mai incontriamo nomi come Sorge, Roessler, o Canaris. Come mai tutta questa indifferenza?

La risposta più ovvia potrebbe essere che, in fin dei conti, per sua natura l'azione segreta è impenetrabile, quindi difficilmente ricostruibile. A mio avviso l'affermazione non è completamente esatta. Infatti, sebbene in alcuni casi possiamo usufruire delle notizie solo quando gli agenti segreti vengono smascherati[1], mentre le operazioni che vanno a buon fine sono coperte da segreto di Stato, numerosi affari di spionaggio del XIX e del XX sec. sono accessibili tramite documenti e testimonianze. A riguardo credo, come Jean Pierre Alem[2], che probabilmente gli storici adottino un atteggiamento opposto a quello dei romanzieri; per questi ultimi le risposte della storia vanno ricercate nella profondità delle azioni segrete, mentre per i primi lo spionaggio è essenzialmente un'attività sporca ed accessoria. In questo elaborato, che sarà incentrato sul ruolo avuto dal lavoro di intelligence delle maggiori potenze impegnate nella Seconda Guerra Mondiale, si tenterà di argomentare come entrambe le opinioni siano sostanzialmente errate, evidenziando invece come l'azione dei vari servizi di spionaggio e controspionaggio durante l'ultimo conflitto mondiale abbia avuto un ruolo di sicura importanza: essi certamente non hanno modificato integralmente il corso degli eventi ma è indubbio che essi abbiano agito da "catalizzatori" sugli stessi, favorendo od ostacolando il loro svolgimento[3].

Se noi interpretiamo il termine spionaggio nel suo significato più generale, ossia come attività mirante ad ottenere informazioni riservate di qualunque genere siano, diventa molto difficile provare a ricercare un periodo storico da indicare come inizio di questa pratica. Anche l'origine dello spionaggio militare si perde nella notte dei tempi. Da quando le comunità umane si sono fronteggiate, alcune informazioni conosciute da una parte in lotta sono state necessariamente celate agli avversari. Le "spie" quindi sono un elemento ricorrente nella storia dell'umanità. Esse nel corso dei secoli hanno agito per i più svariati motivi: patriottismo, ideologia, denaro ecc.[4] Essendo però il mestiere della spia un lavoro complesso, rischioso e circondato da generale riprovazione, e poichè i governi generalmente preferiscono circondarsi di professionisti facilmente manovrabili, il denaro è stato la causa che forse ha maggiormente spinto uomini e donne alla "professione"[5]. Prima di procedere nella descrizione dell'evoluzione storica dello spionaggio militare, preciso che sostanzialmente l'attività delle spie contemporanee è identica a quella degli antichi, poichè oggi come allora essa si basa su tre fasi: acquisizione delle informazioni, protezione e trasmissione delle stesse[6]. Sono invece cambiate le tattiche e le tecniche, che si sono adeguate allo sviluppo tecnologico degli strumenti utilizzati in queste tre fasi[7].

Fatta questa premessa, secondo alcuni studiosi, l'invenzione di alcuni dei più importanti metodi di spionaggio e controspionaggio è da attribuire ad Alessandro il Grande[8]. Il Macedone infatti, oltre ad essere noto per avere per rivoluzionato l'uso della cavalleria per fini offensivi, organizzò per la prima volta un ufficio strutturato intorno alle informazioni raccolte da particolari agenti inviati nei paesi nemici. Inoltre questi ultimi si dedicavano alla divulgazione di false notizie sulle mosse militari di Alessandro, in modo da confondere i generali avversari. Per tornare a quanto detto in precedenza, cioè a come l'azione degli agenti sia rimasta sostanzialmente identica, si potrebbe far notare come questa tecnica sia stata utilizzata dall'ammiraglio Nimitz prima della battaglia delle Midway durante l'ultimo conflitto mondiale[9].

In ogni epoca, preoccupazione degli agenti segreti è sempre stata la protezione della comunicazione. A Giulio Cesare è attribuito il merito di avere sperimentato il primo cifrario basato sulla trasposizione alfabetica[10]. In generale si può affermare che già dall'antichità tutti i governi ricorrevano costantemente ad un "servizio di informazione" diviso in spionaggio (mirato a carpire informazioni all'estero spesso usando atti illegali) e controspionaggio (finalizzato a frapporre ostacoli all'attività di spionaggio dei nemici). Un servizio di informazione molto efficiente fu quello dell'Impero bizantino, che diffuse i propri agenti in tutti i Paesi del mondo allora conosciuto travestendoli da mercanti.

Durante il Medioevo, nel primo periodo delle rivalità feudali e in quello successivo della lotta per la creazione degli Stati nazionali, la figura del doppiogiochista domina le cronache dell'epoca[11]. Emblematico fu Sir Thomas Tuberville. Egli, amico e consigliere di Re Edoardo I d'Inghilterra era in realtà al servizio di Filippo IV di Francia, che lo aveva liberato a assoldato dopo la cattura in battaglia; fu però scoperto e decapitato[12]. Nel Rinascimento lo spionaggio più brillante fu messo in campo dallo Stato Pontificio e dalla Repubblica di Venezia. La "Serenissima" aveva ambasciatori e consoli che agivano più come spie che come diplomatici, per questo fino a tutto il Rinascimento, gli ambasciatori furono guardati con una certa diffidenza[13].

Con la Riforma fece la sua comparsa la "spia per ideologia". Molti uomini e donne di tutti i paesi decisero di tradire la propria patria per mettersi al servizio di una delle due confessioni in lotta[14]. All'epoca il primato in materia spettava alla Spagna; prova può essere il fatto che l'ambasciatore inglese a Parigi, Sir Edward Stafford, era il principale delatore di Filippo II. Stafford tra l'altro informò minuziosamente il sovrano sui movimenti della flotta di Drake, pronta a salpare contro l'Invincibile Armada[15]. Potremmo notare che comunque lo spionaggio non risultò decisivo nello scontro navale; tuttavia questa affermazione è solo parzialmente esatta, dato che va rilevato come nella vicenda si inserí Sir Francis Walshingham, l'uomo che nel 1573 fondò il servizio segreto inglese[16]. Il servizio di controspionaggio di Walshingham, oltre a smascherare Stafford, lo assoldò alla causa inglese e, grazie al contributo dell'ex informatore spagnolo, riuscí a conoscere il nome di tutti gli agenti al servizio di Filippo II in Gran Bretagna[17]. Richelieu rafforzò la sua abilità diplomatica grazie ad una rete di informatori, comandata da un certo Padre Giuseppe[18]. Il frate fu in grado, nell'interesse dei Francesi, di far "scatenare Gustavo Adolfo di Svezia contro gli Asburgo, di far sollevare i cechi protestanti contro il dominio austriaco e a sconvolgere i piani del Duca di Buckingham a congiurare con i musulmani dell'Africa del Nord contro la cattolica Spagna"[19]. Cresceva anche il servizio segreto inglese; con l'appoggio del Dipartimento dell'Informazione, "Cromwell portava alla cintura i segreti di tutti i principi d'Europa"[20]. Thurloe, il capo di tale dipartimento, si fidava solo del denaro ed era convinto che con esso fosse possibile comprare qualsiasi persona. Difficile dargli torto dato che, per esempio, l'ambasciatore inglese a Pietroburgo pagava regolarmente una certa Caterina, divenuta in seguito celebre come Zarina Caterina la Grande[21].

Napoleone farà dello spionaggio un Servizio di Stato Maggiore, facendolo diventare un'organizzazione importante quanto qualsiasi altra Arma dell'esercito[22]. Durante il suo impero , gli infiltrati cercheranno persino di fare il doppio-gioco all'interno del servizio di informazione dei paesi stranieri. Karl Schlmeister divenne addirittura capo del servizio di informazioni militari austriaco![23]. Schulmeister, fornendo a Bonaparte informazioni militari estremamente preziose, fu, se non il principale, un protagonista importante della vittoria napoleonica di Ulm che aprí alle armate francesi le porte di Vienna. I servizi di sicurezza però furono a Napoleone in parte fatali: le informazioni raccolte sugli ultimi suoi piani dalla rete messa in moto dal colonnello Hardinge, poi passate a Wellington, furono decisive durante la battaglia di Waterloo[24].

Più recente è la costituzione dell'organizzazione spionistica tedesca, istituita a metà '800 da Wilhelm Stieber, da alcuni considerato il fondatore dei moderni servizi di spionaggio. Quel che è certo è che Stieber inaugurò una nuova strategia, quella "dell'informazione globale"[25]. Si calcola che prima della guerra franco-prussiana erano state da lui inviate in Francia più di 10000 spie; esse studiarono per lui oltre a tutti i caratteri dell'esercito francese, anche l'agricoltura, le infrastrutture, gli stoccaggi e le situazioni politiche locali di tutta la Francia[26].

A fine secolo esplode in Francia il caso Dreyfus, il capitano condannato nel 1894 (ma assolto nel 1906) per avere passato ai Tedeschi documenti militari segreti. L'Affaire Dreyfus, legato soprattutto all'emergere delle prime crociate antiebraiche, è comunque importante nella nostra prospettiva poichè per la prima volta nella storia si parlò apertamente di servizi segreti militari nell'opinione pubblica[27]. Nel corso del XX sec. il ruolo dei servizi segreti cresce esponenzialmente; prova di questo è che essi iniziano a dipendere da un proprio Stato Maggiore, sempre più influente e in grado di condizionare l'operato di polizia e governanti[28]. Ad inizio secolo acquistarono maggiore importanza i collaboratori e i fiancheggiatori "occasionali", generalmente uomini e donne senza scrupoli, interessati ad elevati guadagni[29]. Anche i doppiogiochisti mantengono un ruolo di primo piano; uno dei più illustri "traditori" fu il colonnello Redl, capo del controspionaggio austro-ungarico, ma in realtà alle dipendenze di Mosca. Egli per 10 anni, dal 1903 al 1913, passò ai Russi tutti i piani del proprio Stato Maggiore. Secondo esperti austriaci Redl fu responsabile della morte di 200.000 austriaci nella guerra tra Austria e Serbia[30]. Si tolse la vita al momento del suo smascheramento. Si compivano i primi passi anche in campo legislativo; facendo un passo indietro di pochi anni, tra il 1886 e il 1896, le principali potenze dell'epoca crearono una propria legislazione volta a punire le spie. Generalmente tali norme prevedevano pene blande in tempo di pace, ma fucilazione o impiccagione in tempo di guerra[31].

Fucilata all'alba fu Margaretha Zelle McLeod, meglio conosciuta come Mata Hari. Spesso citata come esempio dell'incompetenza femminile nella professione[32], ha tuttavia una vasta letteratura a lei dedicata, probabilmente più come conseguenza del suo fascino esotico, piuttosto che come riconoscimento di ardue imprese. Potremmo però prenderla come icona di un'epoca, la Belle Èpoque, poichè Mata Hari, olandese trapiantata come ballerina in Francia, decise di servire occasionalmente lo Stato tedesco per mantenere la sua vita di sfarzi[33]. Donna che riportò invece successi per i Tedeschi durante la Prima Guerra Mondiale fu Anna Maria Lesser o "Fraulein Doktor", la quale organizzò una vasta rete spionistica mirata a carpire informazioni sui movimenti della flotta inglese[34]. La Prima guerra mondiale offre molte altre avventure e nomi che è impossibile rievocare in questa breve introduzione. Mi limiterò a segnalare che il periodo in questione vide la messa in atto delle prime operazioni dei moderni Servizi di informazione inglesi, riconducibili al Secret Intelligence Service (SIS), servizi che ebbero un ruolo determinante nell'ingresso degli USA nel conflitto, riuscendo a intercettare e decifrare un messaggio tedesco compromettente passato alla storia come Codice Zimmermann (Zimmermann, ministro degli Affari Esteri tedesco chiedeva nel messaggio al suo ambasciatore in Messico di tentare di coinvolgere Messico e Giappone contro gli USA)[35]. Citerò anche il servizio francese, sicuramente meno spettacolare di quello inglese, che con l'agente Charles Lucieto inviato in Germania, riuscí ad impossessarsi del segreto sulla composizione dei gas asfissianti; questa azione fu fondamentale per realizzare le maschere anti-gas ed evitare altre innumerevoli morti[36]. Era un primo "spionaggio tecnologico" che sarà campo privilegiato degli agenti dell'era bipolare[37]. Nei 20 anni tra le due guerre i servizi di spionaggio e controspionaggio dei vari Paesi si dedicarono all'ammodernamento delle organizzazioni, al rinnovo dei quadri e dei mezzi di comunicazione e di riproduzione dei documenti[38].

Durante la Seconda Guerra mondiale, periodo a cui è dedicato il lavoro, il ruolo dei servizi di informazione fu ancora più esteso; la sua crescita di importanza continuò senza interruzioni, e forse questo sviluppo non si è ancora arrestato neppure oggi. Guardiamo ad esempio il mondo contemporaneo; il pantano dell'Iraq o dell'Afghanistan dimostra come oggi siano cambiati gli attori dei conflitti e come sia fondamentale possedere un'efficiente organizzazione in grado di conoscere e interpretare un nuovo nemico, il terrorismo, che si fa sempre più inafferrabile. Forse anche la sostituzione nel novembre 2006 del Segretario della Difesa Donald Rumsfeld con l'ex capo della CIA Robert Gates potrebbe essere interpretata in tale ottica.

Note

 

[1]Cfr.: RENZO ROSSOTTI; Top secret. Le spie, Edizioni SEI, Torino 1969, pag. 7.

[2]Jean Pierre Alem, autore di Spionaggio e controspionaggio, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1984, è lo pseudonimo di un alto ufficiale dell'esercito coloniale francese.

[3]Cfr.: JEAN PIERRE ALEM; Spionaggio e controspionaggio, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1984, pag. 12.

[4]Ivi, pag. 28.

[5]Ibidem.

[6]Cfr.: MARIO MORI, Intelligence e sicurezza nazionale da"http://www.sisde.it/Gnosis/Rivista7.nsf/ServNavig/7".

[7]Ad esempio oggi nella fase di ricerca e acquisizione delle informazioni i servizi segreti non si servono più solo delle fonti umane (HUMINT Human Intelligence), ma anche di fonti elettromagnetiche (SIGINT, Signal Intelligence; ELINT, Electronic Intelligence; IMINT, Imagery Intelligence) e aperte (OSINT, Open Sources Intelligence), costituite da documenti, studi, stampa e Internet; da Ibidem.

[8]Cfr.: PIERO PIERONI; Da Alessandro Magno a Mata Hari, in Storia Illustrata, numero 144, novembre 1969, Arnoldo Mondadori Editore pag. 22.

[9]Ibidem.

[10]"in esso era sufficiente sostituire ogni lettera con quella che la seguiva, dopo avere effettuato lo slittamento di tutte le lettere dell'alfabeto normale di un certo numero di posti prestabilito. ESEMPIO: ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ (alfabeto in chiaro) XYZABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVW (alfabeto cifrato) Testo chiaro: ALEA IACTA EST Testo cifrato: XIBX FXZQX BPQ Quindi, il testo cifrato è stato ottenuto slittando di tre posti tutte le lettere dell'alfabeto in chiaro" in FRANCO EUGENI e DANIELA TONDINI (a cura di), La crittografia, da"http://www.apav.it/La%crittografia.pdf".

[11]Cfr.: PIERO PIERONI; op. cit. pag. 23.

[12]Ibidem.

[13]Cfr.: FRANCO FUCCI, Spie per la libertà, Mursia 1983, pag. 8.

[14]Cfr.: PIERO PIERONI; op. cit. pag. 23.

[15]Ibidem.

[16]Cfr. JEAN PIERRE ALEM, op.cit., pag. 8.

[17]Cfr.: PIERO PIERONI; op. cit. pag. 23.

[18]Ibidem.

[19]Ibidem.

[20]Cfr.: JEAN PIERRE ALEM, op.cit., pag. 8.

[21]Cfr.: PIERO PIERONI; op. cit. pag. 23.

[22]Ivi, pag. 24.

[23]Cfr.: JEAN PIERRE ALEM, op.cit., pag. 9.

[24]Ibidem.

[25]Ivi, pag. 10.

[26]Ibidem.

[27]Cfr.: RENZO ROSSOTTI, op. cit. , pag 14

[28]Cfr.: PIERO PIERONI; op. cit. pag. 25.

[29]Ibidem.

[30]Cfr.: RENZO ROSSOTTI, op. cit. , pag 22

[31]Cfr.: PIERO PIERONI; op. cit. pag. 25.

[32]Cfr.: RENZO ROSSOTTI, op. cit. , pag 34

[33]Ivi, pag. 36.

[34]Cfr.: PIERO PIERONI; op. cit. pag. 26.

[35]Cfr.: JEAN PIERRE ALEM, op.cit., pag. 75.

[36]Ivi, pag. 12.

[37]Ivi, pag. 13.

[38]Cfr.: RENZO ROSSOTTI, op. cit. , pag 42

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